Il progetto di ristrutturazione con cambio di destinazione d'uso dello storico albergo è alla base delle indagini di terreno che sono state portate avanti in modo discontinuo nel cortile e nel giardino dell’edificio.
La ricerca ha permesso di documentare diversi lacerti di muro, in parte da riferire all’area del Castello di Locarno, come ad esempio la struttura ad andamento circolare – rinvenuta nel settore della preesistente piscina dalla forma irregolare –, che potrebbe indicare la presenza di un torrione oppure di confermare la conservazione delle fondamenta di quello che si ritiene il secondo rivellino, già messo in luce negli anni Venti del Novecento da Edoardo Berta e salvaguardato negli anni Quaranta da Aldo Crivelli.
Altri lacerti di muro – decisamente più recenti – sono da riferire alla sistemazione esterna del giardino dell’albergo negli anni Trenta. Gli spessi strati di ripiena (scarti moderni) e la mancanza di riferimenti stratigrafici non permettono al momento di proporre una sequenza cronologica dei ritrovamenti; pure molto difficile risulta l’interpretazione dei lacerti murari a causa della limitatezza della loro conservazione.
